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Ho aperto questo piccolo spazio per me, per raccogliere recensioni ed articoli scritti in questi anni come blogger (per Diario di Pensieri Persi) e redattrice (per Speechless Magazine e urban-fantasy.it), ma soprattutto come la lettrice maniaco-compulsivo-ossessiva che sono da sempre (eccomi su aNobii). Ma se tu, che ci sei capitato per caso, trovassi qualcosa di utile o interessante e magari desiderassi fermarti un poco per confrontarci e scambiare qualche chiacchiera sui libri, non potrò che esserne felice.

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giovedì 17 ottobre 2013

"L'origine della distanza" di Francesca Scotti

Il Giappone è il paese dei contrasti evidenti – nella sua continua tensione tra passato e futuro, tra tradizione e tecnologizzazione, tra orgoglio nazionale e occidentalizzazione – e dell’incoerenza sotterranea – nello scontro tra l’immagine pubblica dei suoi abitanti, discreta, ligia, rispettosa e quella più intima, nascosta, che tende alla trasgressione o alla fuga. Su questa seconda caratteristica sembra concentrarsi il romanzo di Francesca Scotti che con una scrittura nitida ed essenziale, efficacemente distaccata e asettica, racconta l’isolamento, l’alienazione, la distanza del titolo. Che non è quella dei chilometri che separano la protagonista Vittoria, partita dall’Italia alla volta del Giappone, da casa e da coloro che ama, ma quella che via via, sola in quel Paese, instaura tra sé e gli altri, tra sé e il mondo e persino con se stessa. 

giovedì 2 maggio 2013

"Inquietudine d'amore" di Mishima Yukio

AI NO FUAN 

Ho letto questo breve dramma in atto unico molte più volte di quante abbia potuto segnarmi... e ogni volta a distanza di anni tra una e l'altra mi ritrovo a tremare per la profondità che Mishima riesce a infondere nelle parole e nei gesti dei tre sfortunati protagonisti... 

Un magazzino desolato e abbandonato, illuminato solo da una candela e dai raggi della luna... Il giovane Shigeru di soli diciassette anni vi si nasconde in attesa di fuggire con la nave di contrabbandieri che salperà la mattina all'alba, perché ha ucciso. Non intenzionalmente, ma ha ucciso... E' raggiunto inaspettatamente da Michiko, che appena tornata dalla gita scolastica ha saputo di lui ed è corsa a cercarlo... Questa notte dovranno dirsi addio. 

Si rincorrono frasi sciocche e spaventate, minacce e dichiarazioni d'amore, di due amanti troppo giovani e sprovveduti che non sanno come esprimere il loro amore e il loro dolore, che non sono pronti a quell'addio definitivo.

mercoledì 1 maggio 2013

"Il paese delle nevi" di Kawabata Yasunari

“Yukiguni” 

La serenità e la solennità della Natura, la sua quiete pur nel mutamento perpetuo e ineluttabile, la sua consapevolezza, sono lo sfondo su cui si muovono – brancolando e annaspando – gli esseri umani, con la loro irrequieta inquietudine, il loro essere ignari di quale sia il proprio posto in questo mondo. Forse per dare espressione a tale verità Kawabata – in questo romanzo impalpabile, inafferrabile e che pur lascia un solco profondo nell’anima con la sua poesia e i suoi silenzi che parlano solo al cuore e lasciano la mente a ricercare a tentoni significati e accadimenti – descrive in modo così nitido, minuzioso, vivo la Natura e racconta invece solo a frasi spezzate, a episodi frammentati, la vicenda e i sentimenti dei tre protagonisti. 


Il paesaggio era scuro, severo. Il crepitio della neve che gelava sulla terra pareva rimbombare nelle sue profondità. Non c’era luna. Le stelle, troppe per sembrare vere, si affacciavano in cielo con uno scintillio così vivo che parevano precipitare nel vuoto. […] Le vette della catena montuosa confondendosi l’una con l’altra, si levavano massicce sull’orlo del cielo stellato in un’oscurità così greve e fosca che pareva partecipare del loro peso. L’insieme della scena notturna si fondava in una pura, serena armonia.

"Hayao Miyazaki. Le insospettabili contraddizioni di un cantastorie" di Alessia Spagnoli

Saggio godibilissimo e a tratti davvero illuminato sulla poetica, i percorsi diegetici, la cifra spirituale e i valori sottesi, delle opere dell’inarrivabile genio di Hayao Miyazaki. 

Ricco di spunti, riflessioni, citazioni, è da annoverare tra i must read books da fan del regista e cinefili di ogni sorta, nonostante risenta purtroppo di una disorganicità espositiva talvolta e di una quantità inaccettabile di errori sintattici e refusi di stampa. 

Imperdibile.

domenica 28 aprile 2013

"Martirio" di Mishima Yukio


pubblicato su Diario di Pensieri Persi il 24 maggio 2013 

Junkyo è un racconto di morte, di incomprensione, di negazione dei sentimenti. Ma è anche un racconto singolarmente sensuale, di un erotismo sotterraneo e disturbante che, muto, accompagna ogni singola pagina, e si manifesta in due episodi, bruschi e vibranti: un bacio ruvido nella luce spettrale di una notte di luna e un morso che richiede riconoscimento, senza ottenerlo, e colora di rosso la scena, sino a quel momento bicromatica e scura. 

Impressiona l’equilibrio con cui il giovanissimo Mishima, allora solo ventiquattrenne, costruisce questo breve racconto (del 1948), schizzando con eleganza, poesia e quasi con ferocia ritratti ed eventi e inserendovi in nuce tutti gli elementi che caratterizzeranno poi la sua produzione letteraria e che, probabilmente, rappresentano i suoi turbamenti, manie, ideali più profondi: l’omosessualità, il fascino della nudità maschile, il valore ambiguo della bellezza, il complesso e tormentato rapporto tra Eros e Thanatos.

"Poesie" di Yotaro Issa

Prima lucciola, 
perché te ne vai? 
Io sono Issa.

Con questo ultimo haiku si chiude la selezione proposta dall’editore Acquaviva dei lavori di Issa. Quasi a dire che dopo tutto quello che ha scoperto su di lui, pagina dopo pagina, sul suo amore, il suo rispetto e la sua costante meraviglia per la vita e per la natura, il lettore può ora pienamente comprendere il perché la lucciola non abbia alcun motivo di allontanarsi dal poeta. Lui è Issa! 

Da queste pagine – proposte in un’edizione essenziale (una presentazione di poche righe e un haiku per pagina, senza testo originale a fronte o possibili letture) e di un'eleganza sobria squisitamente orientale – emergono con straordinaria limpidezza sia la luminosa visione della vita dell’haijin sia i suoi profondi dolore e sconforto. Anche se quello di Issa non è mai uno sguardo disincantato, disinnamorato o, peggio, arreso. Bastano due haiku, così simili eppure specularmente antitetici, a mostrare il cuore di un uomo in balia del cammino che la vita gli ha tracciato, cui a volte sa rispondere col sorriso, altre con umbratile ma quasi fanciullesco risentimento:

"La paura in Giappone" di Marta Berzieri

Piacevolissimo saggio che classifica e racconta, con ricchezza di esempi, rimandi letterari e artistici, cenni storici e un buon compendio iconografico, il mondo soprannaturale “mostruoso” e demonologico della cultura giapponese, che ha origine dal folklore popolare e dalle tradizioni dello Shintoismo e del Buddhismo. 

Dopo una breve ma interessante introduzione, l’autrice descrive le varie e numerose creature, che suddivide in yōkai – 妖怪, bakemono – 化け物, oni – 鬼, yūrei – 幽霊, in una trattazione leggermente accademica (l’opera è infatti nata come tesi di laurea) e poco speculativa, ma gradevole, scorrevole e pulviscolare. Esaustiva per il curioso e ricca di spunti e suggerimenti di lettura e ricerca per il yamatofilo – neofita e non –, frutto di un lodevole, impegnato ed esteso lavoro di documentazione.

sabato 27 aprile 2013

"Demoni e mostri del Giappone" a cura di Royall Tyler

Il volume propone una selezione di 77 testi tratti dalle due principali raccolte di setsuwa – il Konjaku Monogatarishū (1120 - periodo Heian) e l’Uji Shūi Monogatari (periodo Kamakura) –, ma anche dal Kokonchomonjū (dell’aristocratico Tachibana no Narisue, 1254), dall’Hosshinshū (a carattere religioso, 1208 – 1216), dall’Heike monogatari (capolavoro assoluto del genere gunki monogatari, redatto nel XIII secolo) e da molte raccolte “minori” compilate tra gli anni 822 e 1350. 

Se la selezione va incontro al neofita e al curioso che desidera godere solo di un assaggio (ma comunque valido e felicemente rappresentativo) della realtà della setsuwa bugaku, scontenta invece l’integralista sostenitore dell’originalità e della completezza, non per la ovvia parzialità di riproduzione dei testi originari, ma perché il curatore precisa nell’introduzione di essere intervenuto sui testi con ritocchi, modifiche, accorpamenti nel caso dell’esistenza di più versioni.

lunedì 3 settembre 2012

"Iruka" di Banana Yoshimoto

Ho letto tutti i libri pubblicati in Italia di Banana Yoshimoto. Hanno accompagnato i primi anni dei miei venti, quelli in cui si esce da quello strano limbo di incomprensione e isolamento che caratterizza l’adolescenza e si scopre che altre anime possono sentire – e sentono – quel che sentiamo noi, fanno le nostre esperienze, piangono le stesse lacrime, ridono delle stesse bizzarrie. Nelle realtà e nei personaggi tratteggiati dalla Yoshimoto – perché questo fa, tratteggia, con la sua scrittura leggera e fresca, dinamica e diretta, quasi una rielaborazione letteraria dello stile narrativo e espressivo dei manga – ho potuto rispecchiarmi (come in Shirakawa Yofune - Sonno Profondo) o saziare la mia sete di scoperta delle emozioni degli altri (come nel meraviglioso Tsugumi o nell’intenso Kitchen). Sono altri gli autori giapponesi che mi hanno illuminato, svelato nuovi orizzonti, insegnato (Mishima, Murakami, Tanizaki, Kawabata, Basho…), ma Banana è stata l’amica giapponese, una sorta di corrispondente dal Paese che più amo, con cui passare a ogni occasione (la pubblicazione di un suo nuovo romanzo o la rilettura) qualche ora insieme a scambiare confidenze, a raccontare impressioni, a scoprire usanze e modi di pensare, a sondare gli animi.

sabato 1 settembre 2012

"La luce della Luna" di Nagai Kafu

Nel mondo fluttuante dove ogni cosa muta 

L’amore non cambia mai nelle sue promesse di mai cambiare. 

Canzone delle geishe 
(in Storia di un mondo segreto – Geisha, di Lesley Downer) 

Quella di Komayo è la storia di una donna divenuta per destino geisha e per vocazione eroina di un romanzo. 

Probabilmente meno conosciuta in Occidente delle più famose Sayuri (protagonista di Memoirs of a Geisha, di Arthur Golden) e Tami (Jotoku – La virtù femminile, di Harumi Setouchi), pur essendo loro contemporanea e “sorella” Komayo sembra quasi appartenere a un’altra realtà; in parte per la sua vicenda personale che si discosta dalla loro, in parte per lo stile narrativo di Nagai Kafu. L’autore infatti, ben lontano dai toni intimistici e poetici di Golden, da quelli autobiografici della Setouchi, da quelli sensuali e scabrosi dell’autore anonimo di Romanzo di una geisha, e anche da quelli didascalici e nostalgici della Downer (Geisha. Storia di un mondo segreto)*, racconta la sua storia con uno sguardo disincantato e venato da un certo realismo cinico.

sabato 25 agosto 2012

"I segreti della Geisha"

Al pregio di una elegante e originale presentazione (una sorta di cartelletta rigida in tessuto, con chiusura in stile orientale, che contiene un libro a ventaglio da leggere dispiegandolo, proprio come le antiche illustrazioni giapponesi) fa purtroppo da contraltare il difetto di una eccessiva brevità, che non consente approfondimenti né chiarezza. La prima parte del libretto, infatti, dedicata alla vita pubblica delle geishe, pur potenzialmente interessantissima e ricca di informazioni, sembra più la sintesi puntuale di un brano già a sua volta riassunto di un testo originario, che non un’esposizione organica creata ad hoc per il libro; forse per questo motivo l’autrice è solo parzialmente attestata, avendo ben pochi meriti per quanto riguarda l’elaborazione.

venerdì 24 agosto 2012

"Il romanzo di una geisha", il regalo di un autore anonimo

Acquistai questa copia consunta e ingiallita dal tempo nel 2002 in un mercatino dell’usato, senza lontanamente immaginare si trattasse di un libro considerato raro e introvabile, e senza preoccuparmi dei contenuti squisitamente erotici del romanzo. Ero nella mia fase più intensa e totalizzante di innamoramento per il Giappone, quella tipica dei primi tempi in cui tutto ciò che appartiene a quel che si ama è meraviglioso e fonte di emozioni prepotenti; per cui, mi sentivo affamata di contatti, di informazioni, di esperienze che lo riguardassero, e il mio amore investiva qualunque cosa: lingua, cultura, religione, storia, letteratura, manie e bizzarrie incluse. 

Così, la prima volta che lessi questo volumetto fui assorbita solo dai dettagli storici e dai termini giapponesi, dagli scorci che apriva sulle strade dello Yoshiwara, dalle tradizioni e dalla mentalità che emergevano in ogni episodio narrato. Oggi, a distanza di dieci anni di vita ed esperienze personali, di studio della lingua, della cultura e della religione giapponesi, e, infine, di numerose letture, leggere Il romanzo di una geisha è stata un’esperienza più consapevole, un viaggio non solo della mente, ma anche della memoria e dei sensi.