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Ho aperto questo piccolo spazio per me, per raccogliere recensioni ed articoli scritti in questi anni come blogger (per Diario di Pensieri Persi) e redattrice (per Speechless Magazine e urban-fantasy.it), ma soprattutto come la lettrice maniaco-compulsivo-ossessiva che sono da sempre (eccomi su aNobii). Ma se tu, che ci sei capitato per caso, trovassi qualcosa di utile o interessante e magari desiderassi fermarti un poco per confrontarci e scambiare qualche chiacchiera sui libri, non potrò che esserne felice.

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mercoledì 1 maggio 2013

"Il paese delle nevi" di Kawabata Yasunari

“Yukiguni” 

La serenità e la solennità della Natura, la sua quiete pur nel mutamento perpetuo e ineluttabile, la sua consapevolezza, sono lo sfondo su cui si muovono – brancolando e annaspando – gli esseri umani, con la loro irrequieta inquietudine, il loro essere ignari di quale sia il proprio posto in questo mondo. Forse per dare espressione a tale verità Kawabata – in questo romanzo impalpabile, inafferrabile e che pur lascia un solco profondo nell’anima con la sua poesia e i suoi silenzi che parlano solo al cuore e lasciano la mente a ricercare a tentoni significati e accadimenti – descrive in modo così nitido, minuzioso, vivo la Natura e racconta invece solo a frasi spezzate, a episodi frammentati, la vicenda e i sentimenti dei tre protagonisti. 


Il paesaggio era scuro, severo. Il crepitio della neve che gelava sulla terra pareva rimbombare nelle sue profondità. Non c’era luna. Le stelle, troppe per sembrare vere, si affacciavano in cielo con uno scintillio così vivo che parevano precipitare nel vuoto. […] Le vette della catena montuosa confondendosi l’una con l’altra, si levavano massicce sull’orlo del cielo stellato in un’oscurità così greve e fosca che pareva partecipare del loro peso. L’insieme della scena notturna si fondava in una pura, serena armonia.