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Ho aperto questo piccolo spazio per me, per raccogliere recensioni ed articoli scritti in questi anni come blogger (per Diario di Pensieri Persi) e redattrice (per Speechless Magazine e urban-fantasy.it), ma soprattutto come la lettrice maniaco-compulsivo-ossessiva che sono da sempre (eccomi su aNobii). Ma se tu, che ci sei capitato per caso, trovassi qualcosa di utile o interessante e magari desiderassi fermarti un poco per confrontarci e scambiare qualche chiacchiera sui libri, non potrò che esserne felice.

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mercoledì 9 luglio 2014

"La vita dopo la morte. Da Dante agli Egizi"

Pubblicato su aNobii il 09 agosto 2012 

Quella che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere un’antologia sulle concezioni dell’Aldilà, organizzata sui binari di un excursus storico dalla civiltà egizia a quella medioevale, si è invece trasformata in corso d’opera in una sorta di archeologia testuale (procedimento volto a individuare gli strati di tradizione diretta e indiretta che hanno influenzato un testo) della Divina Commedia dantesca, riconosciuta come summa di tutte le concezioni precedenti

Pur non contraddicendosi mai, pur non confutandosi, la Commedia, in uno sfoggio di ricchezza e complessità forse uniche, riesce ad accogliere tutte queste tradizioni – religiose, mitologiche e filosofiche – e a imporsi comunque come una “visione unitaria e potente”: 

giovedì 24 ottobre 2013

"Lady Susan" di Jane Austen

Non sono solo il carattere epistolare, la brevità o quel senso di “incompiuto” a separare questo romanzo dai sei canonici del corpus austeniano. Ma piuttosto la scelta di una protagonista che sarebbe stata la naturale antagonista di una classica eroina austeniana (una donna voluttuosa, civettuola, manipolatrice e opportunista, che vive per il piacere del lusso e dell’adulazione maschile e tratta la figlia come un ostacolo fastidioso e oltraggioso – come se ne avesse colpa! – ai propri ambiziosi progetti), e una singolare schietta sincerità nel confessare intenti – crudeli, calcolatori o vendicativi – da parte di Susan e timori allarmati per la sua doppiezza quasi impossibile da smascherare da parte degli altri. 

Riporto uno dei molti brani che mostrano sia l’essenza di Lady Susan – il suo disprezzo per la figlia e la falsità come scelta di relazione verso il mondo – sia la trasparenza nell’espressione dei sentimenti dei personaggi: 

I suoi [di Frederica] sentimenti sono piuttosto fervidi e l’incantevole ingenuità con cui li mostra fa nascere la legittima speranza che sarà derisa e disprezzata da qualunque uomo la incontri. La sincerità non vale nulla negli affari di cuore e quella ragazza è sempre stata una sprovveduta, schietta per natura o per posa. 
Lettera 19. Lady Susan a Mrs Johnson 

lunedì 14 ottobre 2013

"Histoire D'O" di Pauline Réage

Disturbante, sconvolgente e morboso. Eppure, stranamente e quasi in modo inappropriato, “giusto”. Perché c'è qualcosa di "puro" nella trasparenza e nella sincerità di questo libro così eccessivo e per certi versi spaventoso. La storia di O dovrebbe scuotere e persino far inorridire, e così avviene quando la si racconta a qualcuno che ancora, nonostante il suo successo, non la conosca, ma non mentre la si legge attraverso i suoi occhi. No, immersi nel libro, tutto ciò che le accade appare “normale”, naturale. Perché lo è per lei. 

Ma chi è O? Chi è questa donna che non ha neppure diritto a un nome e di cui, al termine del romanzo, ancora non conosceremo i tratti e i colori? 

lunedì 6 maggio 2013

"Cirano de Bergerac" di Edmond Rostand

"Io parto per strappare al cielo una stella e poi, per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore" (atto III, scena VIII). 

Questo dramma è meraviglioso, capace di raggiungere altissime note di lirismo che fanno vibrare e commuovere e al contempo, persino nella medesima pagina di queste, capace di accendere l’intelletto e le risa con l’ironia e le stoccate del protagonista.  

Eppure a tale grandiosità e profondità di linguaggio e a una indiscutibile ingegnosità della trama che, accattivante e coinvolgente, non può che fascinare qualunque lettore, si contrappone una debolezza intrinseca dei protagonisti che è spaesante. Sono tutti fortemente ben caratterizzati, eppure così fatalmente incoerenti con la descrizione che l’autore ne fa!