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Ho aperto questo piccolo spazio per me, per raccogliere recensioni ed articoli scritti in questi anni come blogger (per Diario di Pensieri Persi) e redattrice (per Speechless Magazine e urban-fantasy.it), ma soprattutto come la lettrice maniaco-compulsivo-ossessiva che sono da sempre (eccomi su aNobii). Ma se tu, che ci sei capitato per caso, trovassi qualcosa di utile o interessante e magari desiderassi fermarti un poco per confrontarci e scambiare qualche chiacchiera sui libri, non potrò che esserne felice.

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mercoledì 21 maggio 2014

LA FIAMMA E L'ARPA di Ruth Nestvold, una rivisitazione del mito di Tristano e Isotta

Pubblicato su Diario di Pensieri Persi il 16 marzo 2011

La storia d’amore di Tristano e Isotta ha radici antichissime nelle leggende celtiche, ma ha attraversato i secoli indossando innumerevoli vesti, dalla versione “comune” del narratore normanno Béroul a quella “cortese” di Tommaso d’Inghilterra del XII secolo, dalla novella in versi Lai du Chèvrefeuille di Maria di Francia al più famoso Tristano in prosa, cui ancora non è stato attribuito un autore certo, che lega la vicenda al ciclo bretone e alla leggenda arturiana, sino ad arrivare ai nostri giorni e alle moderne rivisitazioni. 

Difficile quindi ridurre a un’“unica storia vera” ciò che in realtà non ha mai finito di essere scritto, ma che invece sembra continuare a vivere e trasformarsi con l’andare dei secoli e delle mentalità, acquisendo nuove forme e nuovi messaggi a ogni nuova interpretazione. Infatti se è vero che la storia d’amore di Tristano e Isotta in sé ha indelebilmente acquisito un posto tra le più struggenti ed eccelse, pochi forse ne conoscono bene la trama originale e pochi ancora le infinite varianti; eppure è certo che possieda una potenza intrinseca tale da permetterle di rimanere vitale nell’immaginario collettivo e di adattarsi ai secoli e alle nuove visioni della vita e dell’amore…

venerdì 31 maggio 2013

"North and South" di Elizabeth Gaskell

Immagino piedi leggeri che salgono scricchiolanti scale di legno; immagino uno sguardo curioso che spazia sulle superfici polverose di una soffitta, graffiata dai chiaroscuri creati dalla luce che entra dall’abbaino; immagino mani che, attente ma avide, scoperchiano un antico baule; immagino l’emozione, la sorpresa, la commozione per il tesoro appena scoperto. Insperato, sconosciuto, eppure in qualche modo atteso e cercato. Questo è North and South, un prezioso gioiello rinvenuto per caso e per fortuna, di cui non si conosceva l’esistenza ma di cui si aveva inspiegabilmente nostalgia. 

North and South è efficacemente un romanzo storico, che fotografa i forti contrasti tra il sonnecchioso, rurale e tradizionale Sud e il pragmatico, industrializzato e innovativo Nord dell’Inghilterra della seconda metà del 1800, e un romanzo sociale, che affronta la lotta tra la classe operaia e gli industriali; è poi un piacevole Bildungsroman, che racconta la vita e la dolorosa crescita scandita da sradicamenti, perdite, confronti con nuove realtà, della giovane, pura, orgogliosa Margaret Hale; ed è anche uno squisito romance, che intreccia una storia d’amore fatta di scontri, malintesi, rivelazioni del cuore intempestive, teneri e struggenti silenzi quando l’anima vorrebbe invece gridare e le braccia stringere.

lunedì 6 maggio 2013

"Cirano de Bergerac" di Edmond Rostand

"Io parto per strappare al cielo una stella e poi, per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore" (atto III, scena VIII). 

Questo dramma è meraviglioso, capace di raggiungere altissime note di lirismo che fanno vibrare e commuovere e al contempo, persino nella medesima pagina di queste, capace di accendere l’intelletto e le risa con l’ironia e le stoccate del protagonista.  

Eppure a tale grandiosità e profondità di linguaggio e a una indiscutibile ingegnosità della trama che, accattivante e coinvolgente, non può che fascinare qualunque lettore, si contrappone una debolezza intrinseca dei protagonisti che è spaesante. Sono tutti fortemente ben caratterizzati, eppure così fatalmente incoerenti con la descrizione che l’autore ne fa!