THE INFERNAL DEVICES SERIES book 2
“Clockwork Prince”
Sollievo e nostalgia.
Bizzarro come si azzuffino nell’animo sentimenti tanto contrastanti chiusa l’ultima pagina di questo libro Il sollievo nasce dal bisogno del cuore di una tregua per riprendersi dai tanti colpi subiti durante la lettura e – magari – per riuscire a distaccarsene. La nostalgia invece è dovuta alla difficoltà – colpi ricevuti, finale sorprendente e delusioni subite a parte – di separarsi da Will, Tess, Jem, Magnus e dalla loro Londra cupa e piovosa, ma assolutamente vitale, in cui si muovono Dawnworlders (Nascosti) e Shadowhunters (Cacciatori) dai modi antichi e un poco compassati (anche se scandalosamente più sciolti rispetto al mondo vittoriano nel quale vivono), ancora non a loro agio nel clima illusoriamente pacifico degli Accordi appena stipulati (sono passati solo dieci anni dal fatidico 1868), segnato da malcelata diffidenza e da traballanti e spesso falsi tentativi di alleanze e collaborazione, perché ancora troppo vicini e vivi sono i ricordi di repressioni, vendette e prevaricazioni che per secoli hanno caratterizzato la loro lotta senza quartiere né regole.
